La stretta anti-evasione colpisce anche i pensionati ai quali l’INPS potrà bloccare gli assegni nel caso di cartelle esattoriali non pagate e debiti con il Fisco.

L’Inps, con il messaggio n. 1085 del 12 marzo 2018, ha recepito le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018: a partire dal 1° marzo 2018 la PA potrà bloccare i pagamenti di importi dai 5.000 euro in su per la verifica degli inadempimenti derivanti da cartelle di pagamento.

In sintesi, la legge prevede che lo Stato possa pignorare direttamente le somme del contribuente debitore in caso di pagamenti diretti effettuati dalla Pubblica Amministrazione, pensionati e non solo, ma solo in determinati casi.

La possibilità di blocco delle pensioni non è una novità ma quel che è cambiato, a partire dal 1° marzo 2018 e per effetto di quanto previsto dai commi da 986 a 989 della Legge n. 205/2017 è l’importo che fa scattare il blocco preventivo per la verifica degli inadempimenti.

L’INPS potrà sospendere i pagamenti di pensioni, indennità di fine servizio o di fine rapporto di importo pari o superiore a 5.000 euro e lo Stato, entro 60 giorni, potrà pignorare direttamente le somme.

 

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PENSIONI, BLOCCO DEGLI ASSEGNI PER CHI HA DEBITI COL FISCO, ECCO LE NOVITÀ IN VIGORE DAL 1° MARZO 2018

Blocco delle pensioni per chi ha debiti con il Fisco: l'INPS, prima di pagare gli assegni, dovrà controllare se il contribuente è titolare di cartelle dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione. Ecco le novità in vigore dal 1° marzo 2018.

LA PROCEDURA DI VERIFICA

PENSIONI, COME FUNZIONA IL BLOCCO DEGLI ASSEGNI PER CHI HA DEBITI COL FISCO DAL 1° MARZO 2018.

A partire dal 1° marzo 2018, come precedentemente anticipato, scattano i nuovi limiti di controllo per i pagamenti effettuati dalla PA.

Le nuove regole interesseranno anche i pensionati. Il blocco preventivo delle pensioni nel caso di debiti con il Fisco scatterà per tutti i pagamenti di importi superiori a 5.000 euro.

L’obiettivo della norma è quello di consentire allo Stato di verificare se il beneficiario della pensione e, in genere, del pagamento da parte della Pubblica Amministrazione, è titolare di una o più cartelle esattoriali di importo pari o superiore all’importo da accreditare.

In caso affermativo, l’INPS dovrà procedere con il blocco del pagamento. L’assegno di pensione, così come l’indennità di fine servizio o di fine rapporto, non verrà pagata e la somma sarà sospesa per consentire all’Agenzia delle Entrate - Riscossione di pignorare la somma.

Con la Legge di Bilancio 2018, oltre alla riduzione dell’importo che fa scattare i controlli, è stato anche esteso il periodo di sospensione dei pagamenti da parte della PA: dal 1° marzo 2018 è di 60 giorni mentre fino alla fine del mese di febbraio e ai sensi di quanto previsto dall’articolo 48-bis del DPR n. 602/1973, il termine di sospensione era fissato ad un massimo di 30 giorni.

 

Al netto della nuova stretta che rischia di causare danni soprattutto ai pensionati che attendono arretrati dall’INPS, la procedura relativa al blocco dei pagamenti prevede che:

  • Se a seguito della verifica il contribuente non risulti titolare di cartelle di importo pari o superiore all’importo dovuto, l’INPS potrà pagare subito;
  • Nel caso di debiti e cartelle insolute, l’INPS potrà sospendere il pagamento fino ad un massimo di 60 giorni ed entro tale periodo l’Agenzia delle Entrate - Riscossione dovrà notificare il pignoramento al pensionato, chiedendo l’accredito della somma.

 

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