Pensioni: riscatto laurea gratis per i giovanini dall'INPS

La riforma della pensione 2017 potrebbe prevedere una novità interessante per alcuni laureati: il riscatto della laurea ai fini pensionistici (anticipata o di vecchiaia) potrebbe presto essere gratuito.


Il sottosegretario all’Economia Baretta sta seriamente valutando l’ipotesi di rendere gratuito questo strumento in modo da garantire la continuità contributiva ai giovani nati dopo il 1980.

 

“La proposta è quella di fiscalizzare il periodo contributivo legato agli studi universitari” chiarisce Baretta, proponendo sostanzialmente di far valere gli anni universitari a fini pensionistici, soprattutto per quanto riguarda i giovani, senza però richiedere il corrispettivo, sempre molto oneroso e che ha sempre disincentivato i contribuenti a concludere l’operazione.

 

Oggi riscattare gli anni di laurea è una soluzione in alcuni casi inevitabile (per avere un assegno pensione dignitoso) ma anche un’operazione molto onerosa. Gli importi da versare sono molto cospicui e variano in base ad alcuni parametri tra cui gli anni da riscattare e i tempi della richiesta. Prima viene presentata la domanda, minore sarà la somma da pagare. In tutti i casi, i costi corrispondono più o meno a quelli degli interessi di un mutuo.

Al vaglio l’ipotesi di rendere gratuito questo strumento in modo da garantire la continuità contributiva ai giovani nati dopo il 1980.

 

gallery/a

che cos'e

gallery/b

 

La ratio del riscatto della laurea gratis è quella di di agevolare l’uscita dal lavoro della generazione dei Millenials, ovvero i contribuenti nati tra il 1980 e il 2000, considerato che, tra crisi e disoccupazione, rischiano di non avere i contributi necessari a permettere di avere un futuro sereno nella vecchiaia. Con questa misura, quindi, da un lato i giovani potrebbero trovarsi ad accumulare qualche anno contributivo senza interruzioni e dall’altro le nuove generazioni potrebbero essere incentivate a laurearsi.

 

Sarebbero tagliati fuori dalle agevolazioni, insomma, i fuori corso. Resta, ovviamente, il discorso legato alle coperture per portare avanti la riforma. I tecnici del Mef sono al lavoro, ma da quanto trapela l’operazione “potrebbe essere meno onerosa degli altri progetti sul tavolo”, dalla pensione di garanzia alla contribuzione figurativa all’inizio della carriera lavorativa per chi viene assunto con contratti a tempo determinato e ha periodi di discontinuità.